giovedì 30 luglio 2009

Calidonio 2008, Taburno Piedirosso D.O.C., Ocone

Tra le nominations campane per la Guida Vini Buoni d'Italia 2010, anche il Calidonio 2008 di cui ho già parlato qui, sul sito di Luciano Pignataro.
Un ulteriore riconoscimento per l'eccellente "Taburno Piedirosso D.O.C." di Ocone.
Tra gli altri vini finalisti per la Campania, Folius 2007 di Cantina del Taburno e Piedirosso 2008 di Mustilli (qui l'elenco completo).

martedì 28 luglio 2009

Marine 2007, Colli Tortonesi Favorita DOC, Vigne Marina Coppi

Non nego di aver sempre considerato il Piemonte come la “regione dei grandi rossi e basta”; ma mi sbagliavo… Ho apprezzato di recente il “timorasso” dei Colli Tortonesi (leggi qui e qui) e l’uva “erbaluce” del novarese (leggi qui); mi muoverò presto alla scoperta della “nascetta”, come mi ha suggerito Roberto Giuliani. E non ultima la “favorita” (no, non sto parlando dei miei gusti personali...): altro vitigno autoctono del Piemonte a bacca bianca, oggi coltivato principalmente nel Roero e nella valle del Belbo (dove è conosciuto anche come “furmentìn”, indizio di probabili affinità con il “vermentino”) oltre che in alcune zone dell’astigiano e dell’alessandrino. Il curioso nome deriverebbe dal “favore” di cui godeva in passato rispetto ad altre uve; secondo la leggenda, invece, si chiamerebbe così perché era l’uva “favorita” del Re Vittorio Emanuele II. Il mio primo assaggio di “favorita” risale allo scorso mese di giugno: LANGHE FAVORITA DOC 2008 della Cantina Oriolo (vai al sito), un vino fresco e di ottima beva, con un finale leggermente amarognolo. Prima di allora, non sapevo nemmeno dell’esistenza di un’uva “favorita”; figuratevi se avrei mai immaginato che qualche viticoltore ne producesse una coraggiosa versione da vendemmia tardiva… Detto fatto. Fondata nel 2003, l’azienda Vigne Marina Coppi ha sede a Castellania, nella valle Ossona, in un “territorio che non è più Piemonte e non è ancora Liguria”. La produzione complessiva si attesta intorno alle 15000 bottiglie, ottenute da uve provenienti esclusivamente dai vigneti di proprietà che si estendono per circa 3,5 ettari. Il clima è continentale con forti escursioni termiche giornaliere e stagionali, caratterizzato dalla più bassa piovosità del Piemonte. I terreni si caratterizzano per la stessa composizione di quelli delle più famose Barolo e La Morra (c.d. “marne di Sant’Agata”: 30% sabbia, 55% argilla, 15% calcare). Ho scoperto solo consultando il bel sito internet dell’azienda che Marina Coppi è la figlia primogenita del compianto ciclista Fausto; e che il vino “Marine” è dedicato alla due Marina della famiglia: Marina Coppi (la nonna) e la nipote Marina Bellocchio (figlia di Francesco, attuale responsabile della produzione), nata alla vigilia della prima vendemmia di “favorita” dell’anno 2006. Le uve – provenienti dal vigneto “Gabetto” (a pochi passi da Castellania) e da una vecchia vigna in località “Madonnina” (vicino a Carezzano) – sono raccolte a mano in stato di leggera surmaturazione e sottoposte a pressatura soffice. Dopo la “sfecciatura” del mosto a freddo, la fermentazione avviene a temperatura controllata (15°C); poi, il vino sosta per circa 6 mesi sulle fecce nobili in vasche di acciaio con batonnage manuale. L’imbottigliamento avviene ad aprile e la commercializzazione non prima di un ulteriore affinamento in bottiglia di almeno 3 mesi. Il colore è giallo paglierino intenso, brillante. Nel bicchiere ruota a fatica, denotando una notevole consistenza. Al naso si presenta con profumazioni intense, eleganti e di una certa complessità. Si distinguono sentori fruttati, floreali ed erbacei: pesca, agrumi, biancospino e salvia. Si percepisce una forte componente minerale. In bocca è pieno. Il sorso è secco, caldo e morbido. Grande equilibrio tra freschezza e alcool, buona sapidità. Lunga persistenza agrumata con vivaci ritorni all’erbaceo. Un vino strutturato, armonico e con buone potenzialità di invecchiamento nel medio termine. Può ben accompagnare crostacei e formaggi caprini; noi l’abbiamo sorseggiato degustando un bel piatto di Salame nobile del Giarolo e fiori di zucchine fritti, grazie a Maria Grazia Novelli, appassionata ristoratrice de “Il Voltone” in quel di Tortona, che ce l’ha fatto scoprire…

lunedì 27 luglio 2009

L'affaire Cirò

Rilancio integralmente il comunicato stampa pubblicato nei giorni scorsi sul blog "In difesa dell'identità del vino Cirò" e l'appello rivolto "al Consorzio di Tutela perché fermi tutte le procedure in corso per le modifiche al disciplinare e apra un dialogo con tutti i soggetti coinvolti, per arrivare ad una soluzione condivisa".
Le forze locali che hanno recentemente preso le difese del Cirò (quello ottenuto da uve gaglioppo in purezza o in uvaggio esclusivamente con varietà autoctone calabresi) denunciano la "frequente vinificazione di uve prodotte da vitigni diversi dal gaglioppo e dal greco bianco", interpretando la proposta del Consorzio di allargamento della base ampelografica come una "sanatoria di evidenti situazioni di illegalità" ed esortandolo, quindi, "a farsi carico dei suoi compiti istituzionali di tutela del vino Cirò DOC e del rispetto della legalità" e - nel caso - ad "attivare attraverso gli organi preposti le procedure per il declassamento dei vigneti o per imporre un reinnesto sui vigneti illegali".
Nella foto - tratta dal blog http://difesaciro.blogspot.com/ - l'acrolito di Apollo Aleo (clicca sull'immagine per ulteriori informazioni)

domenica 26 luglio 2009

Galà del gusto

Domani 27 e martedì 28 luglio, a partire dalle 17.00, nell'incantevole scenario del Lago Maggiore a Cannobio (VB), il rituale appuntamento con il "Galà del Gusto".
In scena il gusto delle tradizioni e dei prodotti enogastronomici di alto livello.
Ingresso: €25 per una serata, € 45 per due serate.
Informazioni ed elenco delle aziende espositrici: http://www.galadelgusto.com

sabato 25 luglio 2009

Il Taurasi secondo Antonio Caggiano

Il racconto di una piacevolissima giornata in visita alle Cantine Antonio Caggiano di Taurasi (AV).
Il ritratto di Antonio tra storia, vino, viaggi e fotografia...
Ne ho già parlato qui grazie alla disponibilità di Luciano Pignataro, che ringrazio ancora.
Sulla pagina pubblica facebook, le altre splendide fotografie della giornata scattate dal mio amico Domenico.
nella foto (scattata da Domenico Minicozzi) Antonio Caggiano ed io; in mezzo, tra le sue mani, la bottiglia di Taurasi "Vigna Macchia dei Goti 1994" con la dedica del prof. Luigi Moio

venerdì 24 luglio 2009

Rosato Monferrato: fresco, fruttato, floreale

Venti vini rosati per brindare all’estate in Monferrato.
Si terrà domenica 26 e lunedì 27 luglio a Moncucco Torinese (AT) presso la Bottega del Vino – Trattoria del Freisa, la prima edizione di "Rosato Monferrato".
Il programma prevede per la giornata di domenica 26 luglio un banco d’assaggio (dalle ore 17.00 alle ore 19.30): calice e taschina portacalice per i visitatori (€ 5). Dalle 19.30 fino alle 21.30: “buffet aperitivo in rosa” con le ricette gastronomiche monferrine estive: verdure cucinate in più varianti, salumi, insalata di Gallina Bionda di Villanova, acquadelle, formaggi, dolci di pasticceria secca e macedonie di frutta (€ 15).
Giornata riservata agli operatori e alla stampa quella di lunedì 27 luglio. A partire dalle ore 19.00, Mauro Carosso (delegato Ais di Torino) e Mario Redoglia (delegato Onav di Asti) condurranno una degustazione tecnica.
Durante la manifestazione, sarà presentato il gelato rosato realizzato con i vini rosati del Monferrato.
Indispensabile la prenotazione.
Informazioni stampa:
Cinzia Montagna
Informazioni organizzative:
Bottega del Vino di Moncucco
cell. 348/0805943
(foto http://www.aislombardia.it/articolo.php?id=726)

giovedì 23 luglio 2009

Piedirosso 2005, Beneventano I.G.T., Cantina del Taburno

Un piedirosso un po' fuori dagli schemi, di cui ho già parlato nei giorni scorsi sul sito di Luciano Pignataro (vai all'articolo) che ringrazio per l'ospitalità.
Un vino oltremodo diverso dalle interpretazioni del "per è palummo" flegreo o del piedirosso sannita; ma che è pur sempre segno di una crescente attenzione per questo vitigno, per troppo tempo nel dimenticatoio e svalorizzato rispetto alle sue reali potenzialità.