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lunedì 28 giugno 2010

La ricetta di Alessio D'Alberto per "Esploratori del Gusto"

Ricordate "Esploratori del Gusto", il concorso eno-gastronomico organizzato dalla casa vinicola Santa Margherita? E ricordate la ricetta che aveva creato Alessio D'Alberto?

Bene, "la Sandra con la barba e lo zafferano" (qui) è rientrata tra le cento ricette più votate tra cui la commissione del concorso sceglierà le dieci più interessanti che saranno ammesse alla fase finale del concorso. 

Clicca qui per vedere il ranking delle ricette: quella di Alessio è la 16esima.

domenica 6 giugno 2010

"La Sandra con la barba e lo zafferano": la proposta per il concorso "Esploratori del Gusto"

"Esploratori del Gusto" è il concorso organizzato dalla casa vinicola Santa Margherita (clicca qui per maggiori informazioni) e rivolto a tutti gli appassionati di cucina. Due sezioni: una Eno-Gastronomica e una Eno-Letteraria.

Per partecipare al Premio Eno-Gastronomico bisognava creare una ricetta da proporre in abbinamento con il Pinot Grigio Valdadige Doc. E così, siccome su queste paginette l'esperto è lui, avevo chiesto ad Alessio D'Alberto se gli andava di prepararne una. Ne è nato un piatto che ha come ingrediente principale il "Luccioperca" o "Lucioperca", anche conosciuto come "Sandra" (il nome scientifico è "Sander lucioperca"), un pesce del lago Maggiore. Una ricetta che è, quindi, fortemente legata al territorio in cui Alessio vive, la sponda varesotta del lago.


Ingredienti
250 gr. di "barba dei frati"
600 gr. filetti di Luccioperca
2 gr. di stimmi di zafferano
200 ml di Pinot Grigio Valdadige Doc di Santa Margherita
sale e pepe q.b.
un pizzico di cristalli di sale affumicato
farina 00
burro e olio extravergine d'oliva

Procedimento
Dopo aver sfilettato le "sandre", ricavarne 4 porzioni.
Pulire e sbollentare in acqua leggermente salata la "barba dei frati". Nel frattempo, infarinare e rosolare le "sandre" (dalla parte della polpa) in una padella con burro e olio extravergine d'oliva del Garda, fino ad ottenere una leggera doratura. Girarle, aggiustare di sale e con un pizzico di pepe, sfumare con un infuso di Pinot Grigio Valdadige Doc e zafferano; ridurre la salsa fino a renderla cremosa.
Disporre al centro del piatto un gomitolo di "barba dei frati", adagiarvi delicatamente di lato il trancio di luccioperca e irrorarlo leggermente con la salsa allo zafferano e pinot grigio. Decorare con dei cristalli di sale affumicato.

Et voilà!

Non prendetevela, stavolta il vino lo [s]cegliamo noi! Ah, dimenticavo... Se vi piace, potete votarla qui!

[foto di Alessio D'Alberto]

venerdì 4 giugno 2010

Dal Vinitaly secondo me... Terre Contese, Santa Margherita e Simposio dei Lambruschi

Comincio dai numeri. Quello del 2010 è stato il mio secondo Vinitaly, il primo da quando c'è [S]tralci di vite, dopo l'assenza forzata dello scorso anno.

Ho deciso in extremis (come al solito...), con tutti i problemi del caso quanto ad organizzazione. In fin dei conti mi è andata pure di lusso: ho beccato un bel bed & breakfast in zona stadio, a due passi dalla fiera e ad un prezzo più che ragionevole se si pensa che trovare una camera a Verona nella settimana della fiera, per di più agli sgoccioli, costa più o meno come un biglietto per la finale di Champions (esagero...).

Benché fossi fortemente tentato di dirottarmi verso altri lidi (leggi VinNatur e VinoVinoVino) alla fine ho scelto Vinitaly che, nonostante tutto, rimane l'evento da non perdere, che tu sia operatore, giornalista o semplice appassionato, anche per la sorprendente capacità di regalare assaggi autentici.

E' andata bene! Meglio, non fosse stato per le capricciose condizioni metereologiche all'esterno e all'interno dei padiglioni nei miei due giorni di fiera, domenica e lunedì (caldo, freddo, freddo e poi ancora caldo) che mi sono valse il ritorno a casa con una bella tosse e senza voce. E senza forze, naturalmente... Non credo riuscirei mai a reggere più di due giorni a Vinitaly: la fiera ti logora, faresti mille cose, proveresti di tutto, ma il tempo è tiranno.


Sono partito di buon mattino, domenica, con Giuseppe di Enoteca Vintage e sua sorella Valeria. Un paio d'ore di auto, una sosta in autogrill per fare colazione, giusto il tempo di assistere alla petit déjeuner di un anziano transalpino, cappuccino e panino con la mortazza (de gustibus!). Poi in fiera: poche bevute ma buone, tanti incontri.

Vado con ordine. Premesso che mi ero auto-imposto di stare alla larga dal padiglione Campania onde evitare di trascorrere lì buona parte del mio tempo, ho fatto un salto nella Campania Vigna Felix (nella foto, tratta da internet) non appena arrivato, solo per fare qualche saluto.

Alle 11 in punto, puntuale, ero già davanti allo stand di Bele Casel per il momento-degu programmato con le Twit-Cantine, dove ho finalmente conosciuto di persona Paolo Carlo Ghislandi di Cascina I Carpini ed ho incontrato Emiliano Pellegrino di Terre Contese (nella foto di Paolo Carlo, insieme a me) oltre che Sara Artusa, uno delle amicizie virtuali nate e cresciute su Vinix, il social-network di Filippo Ronco a cui sono iscritto da un annetto.


A parte i vini di Cascina I Carpini (continuo a stimare - su tutti - il "Rugiada del Mattino", di cui parlerò presto, spero, oltre che il "Bruma d'Autunno", di cui ho già parlato qui), ho provato i vini di Terre Contese, giovanissima realtà in quel di Terra del Sole, provincia di Forlì. Mi piace molto il nome dell'azienda, chiaro riferimento al perenne contendersi di quelle terre al confine tra lo Stato Pontificio e il Granducato di Toscana di un tempo. Mi piace molto pure il logo, tre linee orizzontali e altrettante linee verticali a comporre una "T" che rappresenta il numero dei soci e, soprattutto, l'innovazione della scelta di un sistema d'allevamento - quello a "cavalcapoggio" - in controtendenza rispetto al "ritocchino" assai utilizzato nella zona. Mi piace anche che siano soltanto due le etichette prodotte. Un po' meno, sinceramente, che il prodotto "apripista " (a livello di impatto sul mercato) sia un uvaggio di alicante al 40% e di merlot e syrah (30% ognuno), il "Dogana 21" 2008, nervoso e un po' pungente al naso in apertura, con le note di frutta rossa ad affannarsi nel tentare di spuntarla sui decisi profumi erbacei e speziati, coerente al palato ma ancora ruvidino. Molto meglio il "Terre Contese" Sangiovese di Romagna Superiore 2008 che, a dispetto del medesimo grado alcolico (13.5%), mostra una maggiore potenza e si concede con ancor più eleganza, con un bel frutto e una piacevole speziatura perfettamente fuse, costante nel riproporsi al naso, lungo e rispondente in bocca.

Non ho potuto percorrere tutto l'itinerario di TweetYourWines@Vinitaly2010, la bella iniziativa delle cantine attive sul social-coso, alias Twitter (sia chiaro, l'espressione - bella, molto bella - non è mia...) ho fatto solo un salto a Santa Margherita, azienda che per la 44esima edizione del Vinitaly, ha pensato di regalare un accredito a 30 fortunati bloggers (tra cui me...). Non ho conosciuto di persona, purtroppo, Alberto Ugolini (a lui e all'azienda dovevo un ringraziamento) ma ho approfittato per bere il Pinot Grigio "Impronta del Fondatore" 2009, un bianco di ottima piacevolezza, snello e diretto sia al naso che in bocca, uno di quei vinini disarmanti nella loro immediatezza.

Ho poi seguito con molto interesse la presentazione del Simposio dei Lambruschi, neonata associazione di 8 produttori di lambrusco del modenese, dove ho rivisto Gian Matteo Vandelli di Cà Berti (che avevo già incrociato nello scorso febbraio a Levizzano Rangone per "Terre di Vite") e ho conosciuto de visu Gianpaolo di Podere il Saliceto, attivo anche lui su Vinix. Con successiva, interessantissima degustazione di cui vi darò conto a breve.