venerdì 29 gennaio 2010

"Autoctono si nasce...atto secondo": i bianchi

Seconda tornata.

Al banco della Cantina Sant’Andrea c’ero già stato per provare la versione "bollicinosa" del Moscato di Terracina; ma un’altra “capatina” l’ho fatta volentieri non tanto per assaggiare il “Capitolium” (la squisita versione passita che ho “passato” per fare spazio ad altre etichette a me sconosciute) quanto per degustare “Oppidum” 2008 (13%) Moscato di Terracina secco, lavorato in acciaio e ottenuto dai vigneti più vecchi dell’azienda (35-40 anni). Profumi di grande tipicità, una spolverata di zucchero a velo, qualche fogliolina di salvia e un mix di agrumi. Minerale e balsamico in bocca, bella persistenza. Lo porti a casa con non più di 7 euro.

Procedo dritto all’estremo opposto della sala e arrivo all’azienda Zarelli di Magomadas (OR). La Malvasia di Bosa è stata, per me, la vera sorpresa. Due le versioni, comincio dalla secca, "Licoro" 2007. L’ingresso al naso è tutto, dico tutto, agrumato; sensazioni di cedro candito che trovano spazio anche in bocca che chiude pulita, con una persistenza che vira sui toni erbacei. Due anni di invecchiamento sui lieviti, 12 euro per una boccia.

Un salto all’Enoteca, il banco misto predisposto da GoWine, dove erano in degustazione numerose altre etichette di autoctoni. Tra queste, un bianco dell’azienda Librandi da uve mantonico: “Efeso” 2008 (13.5%) - questo il nome - che a dispetto degli 8 mesi di barriques di primo e secondo passaggio unisce a quel gusto cremoso, quasi burroso, una bella vena minerale. L’uso del legno appare forse troppo evidente al naso (dove spicca anche una nota di ginestra), meno in bocca. Bello il colore, dorato di media intensità e lucente. Gusto secco, accento salino e discreta persistenza. L’ulteriore affinamento in bottiglia, seppur breve, ha giovato all’equilibrio.

Sempre in enoteca mi butto sul “Pallagrello bianco” 2007 dei Viticoltori del Casavecchia (€5 franco cantina). Il pallagrello bianco è vitigno tanto buono quanto sconosciuto, purtroppo. Fermentazione in acciaio inox e breve macerazione sulle bucce, cosa un po’ insolita per i bianchi della Campania Felix. Poi altri 6 mesi di acciaio e 4 mesi di affinamento in bottiglia. Profumi intensi di frutta e fiori, un forte carattere minerale che ravviva continuamente il palato e un gusto ammandorlato arricchito da una buona dose di sapidità.

Infine, il bianco “Anas-cetta” 2008 dell’azienda agricola Le Strette. Me ne avevano parlato in molti ma mai avevo avuto modo di provarlo. Le 2000 bottiglie mediamente prodotte, uve nascetta in purezza, sono ottenute da tre appezzamenti della superficie complessiva di circa mezzo ettaro situati nelle località Pasinotti, Ermiglione e Bergera del comune di Novello (CN). Non un grosso tenore alcolico (12.5%) ma una bella struttura data dalla breve macerazione alla temperatura di 18°C e dall’affinamento in acciaio per alcuni mesi sur lies. I profumi molto caratteristici di fiori e erbe aromatiche conferiscono al vino una spiccata connotazione balsamica. Gusto secco, minerale ed elegante. Persistenza finale coerente con le sensazioni gustative.

2 commenti:

Alessandro Castaldo ha detto...

Ciao Alessà, conosco il moscato di terracina di cantina s.andrea. Gran bel vino e soprattutto a un prezzo straordinario...che non guasta mai!!
Poi concordo con te per il pallagrello: lo trovo un vitigno dalle grandi potenzialità!!

Alessandro Marra ha detto...

Ciao, eh sì un prezzo assurdo...