mercoledì 20 gennaio 2010

Tiramisù agli amaretti

Ecco una nuova ricetta di Alessio D'Alberto! Nella foto, anche la "bavarese ai cachi con gelatina" (no, non è di Sauternes...) di cui parleremo in seguito... 


Ingredienti
500 gr. di crema pasticcera
500 gr. mascarpone
cacao qb
pavesini qb
amaretti qb
caffè qb


Procedimento
Montare la crema pasticcera con il mascarpone e magari aggiungere un goccio di panna fresca (a seconda della consistenza che volete dare al composto). In una teglia o pirofila stendete un primo strato di crema, inzuppate nel caffè un primo strato di pavesini e adagiateli sulla crema. Ripetete l'operazione con la crema e con gli amaretti. Ricoprite con la crema rimasta e spolverate di cacao. Guarnite a piacere.
Io ho fatto un finger food in piccoli bicchierini...

E ora?! Il vino lo [s]cegli tu!

sabato 16 gennaio 2010

Parte il corso di 1° livello ONAF a Milano

Comincia il 28 gennaio, a Milano, il corso di 1° livello per aspiranti assaggiatori di formaggio organizzato dalla delegazione meneghina dell'Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi.

Il corso - che si svolgerà in zona Loreto (sede ancora de definirsi) fino al prossimo 1 aprile - è articolato in sessioni serali (dalle ore 20.30 alle ore 22.30) e terminerà con un esame di valutazione finale.

Costo € 190 + € 60 di quota associativa ONAF.

Tutte le informazioni sul pieghevole che trovate qui.

giovedì 14 gennaio 2010

Autoctono si nasce.


Il 2010 di Go Wine comincia il 21 gennaio con una serata dedicata ai vitigni autoctoni italiani. L'appuntamento è presso il Westin Palace Hotel per degustare una selezione di varietà esclusive - dalla Valle d’Aosta alla Sicilia - sia presso le aziende presenti direttamente al banco d’assaggio sia presso un’Enoteca appositamente allestita in sala.

Questo il programma:
dalle ore 16.30: Anteprima, degustazione riservata esclusivamente ad operatori professionali (titolari di ristoranti, enoteche e wine bar);
alle ore 18.30: conferenza "I vini autoctoni nel rapporto con la ristorazione”, modera il giornalista enogastronomico Roger Sesto, intervengono ristoratori di Milano e provincia;
alle ore 19.30: apertura del Banco d’Assaggio.

Qui puoi trovare l'elenco delle aziende presenti direttamente e le varietà disponibili per l'assaggio nell'Enoteca.

Ingresso gratuito per coloro che decideranno di associarsi a Go Wine direttamente al banco accredito della serata.

E' consigliabile confermare la presenza alla serata (e il numero degli eventuali accompagnatori) telefonando ai nr. 0173/364631 - 0173/364631 oppure inviando un fax ai nr. 0173/361147 - 0173/361147 o una mail a stampa.eventi@gowinet.it entro le ore 12.00 di giovedì 21 gennaio.

martedì 12 gennaio 2010

Cask Strength on Islay


Viste le numerose richieste per l'appuntamento di ieri 11 gennaio, la serata "Cask Strength on Islay" raddoppia. L'appuntamento è per le 21.30 di lunedì 18 gennaio 2010, al solito posto (il Ristopub "Entropia" - Milano, via Edmondo De Amicis nr. 32, tel. 02/867639).

La degustazione sarà un "pesante" giro dell'isola di Islay, cinque whisky a gradazione piena (così come sono usciti dal barile) di 5 delle 8 distillerie attualmente funzionanti sull'isola, un'esplosione di "torba" e di "potenza" assoluta, ma anche tanta grazia ed eleganza.

Qui il programma completo della degustazione.

Costo € 25
Informazioni e prenotazioni alla mail info@whiskyfestival.it

venerdì 8 gennaio 2010

Working on a dream

Vi chiederete che fine io abbia fatto. O magari non ve lo chiederete affatto. Solo che in questi giorni sono stato un po' preso e quindi non ho avuto il tempo di dedicarmi ai post che già bollono in pentola.

Forse non vi interesserà nemmeno... ma è o non è questo il mio blog?!? E quindi io ve lo dico lo stesso. Anzi per farlo utilizzo le parole di questa splendida canzone di Bruce Springsteen (qui il video ufficiale) che trascrivo integralmente.

Vi lascio, mi aspetta un arrosto di fegato di maiale lardellato con foglie d'alloro. Stapperò un Aglianico del Vulture "Eleano" 2004 dell'omonima azienda.

A presto su [S]tralci di vite!


Working on a dream

Out here the nights are long, the days are lonely

I think of you and i'm working on a dream
I'm working on a dream

Now the cards i've drawn's a rough hand, darling
I straighten the back and i'm working on a dream
I'm working on a dream

Come on!

I'm working on a dream
Though sometimes it feels so far away
I'm working on a dream
And i know it will be mine someday

Rain pourin' down, i swing my hammer
My hands are rough from working on a dream
I'm working on a dream

Let's go!

I'm working on a dream
Though trouble can feel like it's here to stay
I'm working on a dream
Well our love will chase trouble away
Alright!

[whistling interlude]
That's professional whistling right there!

I'm working on a dream
Though it can feel so far away
I'm working on a dream
Our love will make it real someday

The sun rise up, i climb the ladder
The new day breaks and i'm working on a dream
I'm working on a dream
I'm working on a dream
I'm working on a dream

Hey!

I'm working on a dream
Though it can feel so far away
I'm working on a dream
Our love will make it real someday

I'm working on a dream
Though it can feel so far away
I'm working on a dream
And our love will make it real someday.

martedì 5 gennaio 2010

Gelatina di Sauternes


Tra i vari doni di Natale, ho ricevuto il libro "Vino: pensieri, parole e sapori" di Food Editore in cui sono riportate numerose citazioni sul "nettare di Bacco" ed anche alcune ricette. Tra quest'ultime, ve ne propongo una che ha suscitato il mio interesse (ma non proprio per quello che è in sè e per sè).

Per la gelatina:
300 ml di Sauternes
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaino di agar agar
1 limone

Per decorare:
menta
4 more

Scaldate il vino a fiamma bassa unendo 2 gocce di succo di limone, lo zucchero e l’agar agar in polvere. Fate sciogliere per 2 minuti, mescolando spesso fino a ottenere un composto omogeneo. Tagliate 4 triangoli di carta oleata e create dei cilindri, fissandoli con del nastro adesivo. Versate al centro il vino e lasciateli rassodare in frigorifero (metteteli in 4 bicchieri stretti). Strappate la carta delicatamente sformando le gelatine nei piatti e decorate con la menta fresca e 1 mora.

Ipotizzate di esservi accaparrati a fatica una misera mezza bottiglia di Sauternes del noto Chateau d'Yquem, millesimo 2001. E immaginate che sia finalmente giunto il momento di aprirla.

Voi, sì dico a voi, la utilizzereste così?!? Io non credo…

domenica 3 gennaio 2010

I "vini gemelli" di Cascina I Carpini

Il progetto “vini gemelli” dell’azienda agricola “Cascina i Carpini” è nato ufficialmente il 6 ottobre 2009, alle ore 12.00.40 con un post su Vinix (vai al post). O meglio, nei fatti era nato già prima… Tant’è che lui, Paolo Carlo Ghislandi aveva speso il suo ultimo anno a vinificare in parallelo due barbera in purezza: “due vini ottenuti da una unica massa vendemmiata, da una unica vigna e nello stesso momento; suddivisa prima della fermentazione in due masse identiche, messe a dimora in due vasche di acciaio identiche e poste nelle stesse condizioni ambientali”.
Due vini identici se non fosse per un’unica differenza: “ad una massa – chiarisce Paolo - sono state applicate le metodologie di vinificazione tradizionali con inoculo di lieviti selezionati e utilizzo di metabisolfito di potassio; nell’altra non è stato aggiunto nulla se non una piccolissima quantità di metabisolfito”.

Questo il primo passo. Quelli successivi sono stati l’imbottigliamento (4 ottobre 2009) e l’invio gratuito dei campioni ‘X’ e ‘Y’ ai vinixiani che ne hanno fatto richiesta: 60 coppie che hanno raggiunto diverse zone dello Stivale e alcuni paesi stranieri. L’obiettivo? Individuare eventuali differenze sensoriali dei due “vini gemelli”, “fermentati e maturati in tini di acciaio, non filtrati, non stabilizzati e non solfitati”.


Il gruppo di degustazione che ho organizzato si è ritrovato all’Antica Osteria Frangiosa di Ponte (BN) lo scorso 24 ottobre, a un anno esatto di distanza dalla vendemmia. Ospiti del titolare Giovanni, sommelier AIS, hanno fatto parte dell’eterogeneo panel Achille Antonaci (sommelier FISAR), Gabriele Calabrese (sommelier FISAR e co-titolare dell’agenzia di turismo “Percorsi di vino”), Maria Grazia De Luca (delegata AIS Benevento), Annalisa Fusco (sommelier FISAR), Giuseppe Rillo (delegato provinciale FISAR Benevento) e Erasmo Timoteo (sommelier AIS e fiduciario Slow Food Condotta Benevento-Taburno).

È stata un’interessante occasione per scoprire (e non valutare) le differenze a livello degustativo tra un vino per così dire “naturale” e un altro “non naturale”. Un'esperienza che è stata arricchita dal contributo di Erasmo Timoteo che ha sottoposto ai presenti i risultati di un'analisi simile condotta su alcuni campioni di vino Gutturnio dei Colli Piacentini.

Senza andare nel dettaglio delle impressioni dei singoli (che potete leggere ai commenti nr. 228 e 229 di questo post su Vinix), la maggioranza dei partecipanti si è sbilanciata pronosticando che fosse ‘X’ il campione “lievitato” e ha poi approfittato per stappare qualche altra bottiglia dell’azienda “Cascina I Carpini” (tra cui merita una menzione il “Rugiada del Mattino” 2008) e del territorio tortonese (“Derthona” 2007 e “Vegia Rampana” 2005 de “La Colombera”, “Bigolla” 2001 dei “Vigneti Walter Massa”) di cui vi parlerò prossimamente su questi schermi.

L’ultimo atto il 23 dicembre scorso. Dopo un’anticipazione apparsa sul blog “Percorsi di vino” (leggi qui), Paolo ha svelato il mistero (leggi il post finale): il campione dove erano stati inoculati lieviti selezionati era quello ‘X’. Dunque, pronostico azzeccato!

Un doveroso grazie a Paolo a nome mio e di coloro che hanno aderito all’iniziativa con entusiasmo e vivo interesse. E l’augurio che le indicazioni tratte dai vari “tasting panels” e il supporto scientifico delle 3 Università italiane coinvolte possano motivarlo fino al perseguimento del nuovo obiettivo che si è posto: produrre vini con l’uso esclusivo di lieviti autoctoni debitamente studiati e selezionati.