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mercoledì 9 febbraio 2011

I bianchi (non Soave) di Sandro Tasoniero

Non so bene spiegarvi il perché ma - forse per quell'inconsapevole abitudine che mi porta ad abbinare il nome dell'azienda a quello della persona che il vino lo fa materialmente - ero convinto che l'uomo dinanzi a me facesse Sandro di nome e De Bruno di cognome. Invece no, si trattava di Sandro Tasoniero - ma questa è una cosa che ho scoperto solo dopo un po' di tempo. Dopotutto non conoscevo assolutamente i vini di quest'azienda che sapevo, però, essersi fatta promotrice di un VinixLive! (al quale - per la cronaca - non avevo potuto partecipare).

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Sandro Tasoniero
Primi assaggi in assoluto, dunque, che mi hanno fatto una buona impressione. Parlo esclusivamente dei bianchi (farei un discorso a parte per il passito e il recioto). Ché i rossi non li ho nemmeno provati, un po' per mancanza di tempo e un po' perché al banco d'assaggio sui vini del Veneto dove mi trovavo (ricordate?! ho parlato qui del seminario di approfondimento condotto da Massimo Zanichelli) avevo preferito misurare gli assaggi, concentrandomi maggiormente sui Soave in degustazione.

Ciò nonostante, i primi due bianchi di cui vi parlo non sono ottenuti da uve garganega.

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Il Durello 2008

l primo - il Monti Lessini Durello Superiore Durello 2008 - è ottenuto da uve durella in purezza ed è vinificato fermo (c'è anche una tipologia spumante di cui, però, non mi sono ancora fatto un'idea). Il naso intenso e piuttosto fine tradisce sin dal primo impatto una spiccata indole minerale. L'affinamento sur lies per un anno e la maturazione in botti di legno scariche (per il 15% della massa) donano ulteriore struttura. Il sorso è pieno e salino, teso e vibrante, molto giocato sulle durezze; discreto allungo finale.

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Il Calvarina 2007

E poi il Monti Lessini Bianco Superiore Calvarina 2007 - blend di chardonnay e pinot grigio (con una leggera prevalenza del primo) - che niente ha a che spartire col quasi omonimo cru di Soave. Colore paglierino di bella intensità e buona luminosità, dall'incedere lento degli archetti lungo le pareti del calice si direbbe dotato di maggiore ricchezza di estratto e componente alcolica. Al naso si concede con eleganti note di fiori bianchi, mela e lavanda; forse ancora scomposto in bocca, dove appunto prevalgono il salato, l'idrocarburico e l'alcol. Nel complesso, più profonda e complessa la beva, sempre salina e idrocarburica, in costante tensione e in divenire. Il che lascia ben sperare... Affinamento sur lies in legno per circa un anno, in botti da 5 ettolitri (lo chardonnay) e da 20 ettolitri (il pinot grigio).

giovedì 3 febbraio 2011

I grandi bianchi del Veneto: un bel seminario condotto da Massimo Zanichelli

Il 23 novembre scorso ho partecipato al banco d'assaggio sui vini del Veneto organizzato da GoWine; e, in particolare, a uno dei due seminari condotti dal giornalista Massimo Zanichelli che vedeva protagonisti i grandi bianchi della regione (all'incontro sui rossi, invece, non ci sono andato: un po' per mancanza di tempo e un po' per mancanza di voglia).

Il giornalista Massimo Zanichelli
Vero e proprio leit-motif della giornata, almeno per quanto mi riguarda, sono stati il Soave e i vini dei Colli Euganei; ho recuperato così l'assenza al banco d'assaggio del giorno precedente (organizzato da AIS Lombardia) sui vini di quest'ultima denominazione.

Vabbè, vi parlerò presto di tutto il resto (spero); per adesso, accontentatevi del seminario che ha offerto spunti assolutamente interessanti per gli amanti dei bianchi come il sottoscritto.

Prosecco Superiore Extra Dry Vigneti del Fol 2009, Bisol Desiderio
Di portamento elegante, come già dimostra la schiuma fine e persistente nel calice. I profumi, magari non  intensissimi ma assolutamente fini - quello sì, lasciano intendere un residuo zuccherino più che accennato: pera e mela renetta, soprattutto. In bocca, però, è meno dolce di quanto uno s'aspetterebbe, per di più abbastanza sapido (la zona di produzione è quella di Santo Stefano dove i terreni sono un misto di argille e arenarie); sorso ammiccante e di grande piacevolezza, chiusura su un ricordo leggero quasi fosse zucchero filato.


Il prosecco metodo classico e non dosato di Bellenda
Prosecco Pas Dosé SC 1931 Millesimato 2008, Bellenda
Un prosecco "anomalo" rispetto all'immaginario collettivo, elaborato secondo il metodo classico (sedici mesi sur lies), non dosato e pure millesimato. Colore paglierino, timido ma leggermente più intenso del precedente. I profumi danno l'idea di sensazioni più calde, in parte dovute al breve passaggio in legno durante la fermentazione e in parte alla leggera surmaturazione delle uve utilizzate. Di bella finezza: una nitida nota di mela, gli agrumi e la mentuccia. Nel complesso, una maggiore struttura rispetto a quello che è solitamente il prosecco, come è d'uso nella zona attorno a Vittorio Veneto più che nella Valdobbiadene (le vigne aziendali si trovano nella frazione Carpesica).

Il Soave Danieli di Fattori
Soave Danieli 2009, Fattori
Colpisce subito il naso, seducente ma non piacione; come pure il bel colore giallognolo. Profuma di mela e litchi, direi; erba appena tagliata. Ottenuto da uve garganega in purezza allevate nella zona di Roncà (sottozona Terrossa), ovvero nella parte più orientale della denominazione (quella allargata per intenderci, anch'essa di chiara origine vulcanica) dove si trovano soprattutto argille laviche. In bocca è molto ben definito, coerente e anche piuttosto lungo quanto a durata delle sensazioni; in più, è molto salino e costante nei profumi; caldi, quasi a suggerire una leggera surmaturazione delle uve.


Il cru di Soave di Pieropan
Soave Calvarino 2008, Pieropan
Il cru che da' il nome all'etichetta è forse il più importante dell'intera zona del Soave Classico. Composto per il 70% di uve garganega e del 30% di trebbiano, è il Soave di Soave per antonomasia: molto più minerale e iodato, più salino di quello precedente. Appena chiuso all'inizio, forse per una temperatura di servizio leggermente troppo bassa, ha netti profumi di mela, meno caldi del bianco di Fattori. Tutto giocato sulla mineralità, regala elegantissime sensazioni di agrumi e mentuccia, di bergamotto. Bianco di struttura, sei mesi sur lies in vasche di cemento vetrificato.

Il cru di vespaiolo dei Vignaioli Contra' Soarda
Breganze Vespaiolo Superiore Vignasilan 2007, Vignaioli Contra' Soarda
Un vitigno ai più sconosciuto, autoctono della zona di Breganze, a nord di Vicenza e dalla parte opposta rispetto ai Colli Berici, che si esprime nel calice con un naso particolarissimo di cenere, mela, susina e agrumi. La spinta minerale data dai terreni di origine vulcanica si percepisce già al naso e in bocca è più ricco, fruttato. Non c'è (anche se il primo impatto sembrava confermarlo) surmaturazione delle uve, esclusa  da Mirco Gottardi - se viene raccolto tardi perde la carica aromatica, acido e grasso in bocca. Piacevole e agrumato al palato, sosta sur lies che lo arricchisce quanto a corpo e struttura.


Il moscato fior d'arancio de Il Mottolo
Colli Euganei Fior d'Arancio Passito Vigna del Pozzo 2008, Il Mottolo
Al colore dorato di sinuosa eleganza, unisce un naso suadente, dove emergono con savoir faire il tipico sentore di arancia candita e a seguire l'uva passa, la lavanda e i fiori d'acacia, lo zenzero e il miele, avvolte da una nota smaltata. In bocca, poi, freschezza e sapidità sorreggono la beva che chiude leggermente amarognola. Da uve moscato giallo in purezza, raccolte con più passaggi in pianta e riposte in cassettine ad appassire per circa 4 mesi, pigiate con torchio a mano e poi sottoposte a maturazione per circa un anno in botte e quindi in acciaio.


Il vin santo di Ca' Rugate
Passito Corte Durlo 2003, Ca' Rugate
Delle due bottiglie aperte per la degustazione, una era praticamente andata e presentava il classico sentore di tappo. Peccato. Peccato perché - il buon vino, a volte, porta ad essere tremendamente egoisti - erano le uniche due che l'azienda aveva portato.
Il colore ramato farebbe pensare più a un vin santo, così come l'affascinante velo di ossidazione che avvolge il calice, donandogli ulteriori fascino ed eleganza. E in effetti vin santo è, eccome; di Brognoligo, però, che è la frazione più vitata di Monteforte d'Alpone. La floretta tipo Jura nel calice è dovuta all'ossigeno che si intrufola nelle botti scolme, sigillate e poi riaperte dopo lungo tempo (più o meno 6 anni) prima dell'assemblaggio. Profuma di mallo di noce e di caramello bruciato, radice di liquirizia e cacao amaro; unisce intensità ad eleganza, anche in bocca dove chiude lungo e con grande coerenza.

lunedì 22 novembre 2010

I vini del Veneto con GoWine a Milano

Il club milanese di Go Wine chiude il 2010 con una serata dedicata ai grandi vini del Veneto. L'appuntamento è per martedì 23 novembre nella sale dell'hotel The Westin Palace di Milano (piazza della Repubblica nr. 20).

Il programma prevede dalle 16 alle 18,30 l'anteprima riservata ad operatori del settore ed enoteche (sale Colonna e Giardino). A seguire, la conferenza di presentazione della serata e dalle 19 alle 22 il banco d'assaggio aperto al pubblico.

Le vigne del Veneto (foto tratta da www.gowinet.org)
Tra le aziende che presenzieranno direttamente al banco d'assaggio vi saranno, giusto per fare qualche nome, Vignalta, Sandro de Bruno, Roncolato, Pieropan, Piovene Porto Godi e l'Antica Distilleria Sibona – Piobesi d’Alba.

Il costo della degustazione è di € 18 (€ 12 per i soci Go Wine - € 15 per i soci Fisar, Onav e Ais), comprensivo di piattino-degustazione. Ingresso gratuito per chi deciderà di associarsi a Go Wine direttamente al banco accredito della serata.

Maggiori informazioni telefonando al nr. 0173/364631 oppure inviando un fax al n°0173/361147 o una mail a stampa.eventi@gowinet.it

Nel corso della giornata, il giornalista Massimo Zanichelli terrà due sessioni di approfondimento (Sale Masaccio e Donatello – su prenotazione): alle 17.30 “Le anime del vino Veneto: I grandi Bianchi della Regione” (riservata agli operatori di settore) e alle 19.30: “Le anime del vino Veneto: I grandi Rossi della Regione” (su prenotazione, aperta al pubblico – costo € 8).

venerdì 19 novembre 2010

I vini dei colli euganei in mostra a Milano

Ecco un appuntamento di quelli da non perdere (se, come nel mio caso, ignorate quasi completamente questa denominazione di origine controllata e "vulcanica").

I colli euganei (foto tratta da www.aislombardia.it)
Lunedì 22 novembre prossimo, infatti, nelle sale dell'hotel The Westin Palace a Milano (piazza della Repubblica nr. 20) si svolgerà un banco d'assaggio dedicato ai vini di questa DOC della provincia di Padova che presenterà al pubblico degli appassionati meneghini i suoi prodotti più rappresentativi. Su tutti, il Fior d’Arancio, da uve moscato giallo, nelle versioni spumante e passito.

Il programma della giornata prevede alle ore 16 (sala Masaccio) la conferenza stampa di apertura con degustazione guidata dei vini "bandiera" della DOC Colli Euganei (info e prenotazioni scrivendo a info@aismilano.it  o telefonando al nr. 02/62086249).
Dalle 17 alle 21.30, invece, si svolgerà il banco d'assaggio vero e proprio (non è necessaria la prenotazione).

L'ingresso è gratuito per i soci AIS Lombardia. L'elenco delle aziende partecipanti potete consultarlo qui.