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sabato 12 febbraio 2011

L'Amarone della Valpolicella secondo Speri: una verticale palpitante

Sono ritornato in Valpolicella l'altra sera, per partecipare alla verticale storica dell'Amarone Vigneto Sant'Urbano di Speri. Una verticale palpitante, oserei dire, che ha pienamente rispettato le attese, ripagandomi dei cento e passa chilometri che mi sono sparato fino a Pedemonte. 

Un evento a cui non potevo mancare, raccogliendo il graditissimo invito di Maria Grazia Melegari (date un'occhiata a Soavemente, il suo blog, oppure cercatela con questo stesso nome su twitter) e della delegazione AIS di Verona. Con un grazie sentito anche a Giampaolo Speri, padrone di casa e rappresentante dell'ennesima generazione di una famiglia dalle origini antiche, che ancora oggi produce vini di territorio e Amarone nel cuore della Valpolicella classica e secondo tradizione.

Photobucket
Le bottiglie in verticale: (da sx a dx) 2006, 2001, 1995, 1983, 1973

Senza voler anticipare nulla - ché della verticale parlerò ben presto di là, sul sito di Luciano Pignataro - dico solo che la degustazione mi ha in un certo senso riappacificato con l'Amarone dopo alcune delusioni del passato (non ultima l'opinabile discesa in campo delle famiglie dell'Amarone d'Arte - tra cui appunto Speri). Tenuto conto che lo scarso feeling con la tipologia è anche da attribuirsi, nel mio caso, al non aver mai assaggiato niente di così vecchio da permettermi di coglierne forse l'essenza. Fatto è che l'Amarone è vino da lungo invecchiamento, spesse volte (purtroppo) snaturato dalle esigenze del mercato e da quello che Franco Ziliani aveva definito «processo di amaronizzazione forzata».

Una verticale tanto più importante se si pensa che l'excursus era di quelli tosti: 5 annate dagli anni settanta al 2000, passando per gli ottanta e i novanta con le rispettive tendenze enologiche. Una possibilità unica, quindi, per ripercorrere le tappe dell'evoluzione (anche stilistica) del vino simbolo della Valpolicella.

Con due annate, il 1973 e il 1995, a loro modo spet-ta-co-la-ri.

mercoledì 17 novembre 2010

L'Amarone di Allegrini

A conti fatti, quello di Allegrini è stato l'unico che m'ha convinto tra quelli delle dodici famiglie dell'Amarone d'Arte presentatesi alla stampa lo scorso 14 settembre (ne avevo parlato di là, sul sito di Luciano Pignataro).

L'unico. Come suggerisce curiosamente l'etichetta, dove le tre lettere finali della parola amarone sono in rosso e disegnano a contrasto la parola inglese "one", appunto "uno". Parlo dell'amarone classico, provato in due annate diverse: il 2006 e il 1997. Non del più famoso cru "La Poja" ché quello, io, non l'ho mica mai assaggiato.

Amarone della Valpolicella classico 2006 (foto @Stralcidivite)
Il primo - il 2006 - ha la stessa e identica eleganza dell'altro: profuma di bacche e frutti rossi, di china e di tamarindo, ha una lieve nota erbacea sullo sfondo. In bocca è molto rotondo, il tannino è davvero ben calibrato e il sorso non ne risulta mai appesantito, anzi, piuttosto godibile, vivaddio. L'uvaggio è corvina veronese per l'80%, rondinella (15%) e oseleta (5%).

Amarone della Valpolicella classico 1997 (foto @Stralcidivite)
Il 1997, invece, ha dalla sua il fascino della maturità e degli anni già trascorsi. Lo anticipa già il colore che vira sulle sfumature del granato; lo confermano, poi, i profumi di caffè e cioccolato al rum, di sottobosco e terriccio bagnato, di canfora e d'uno speziato quasi di paprika. Ha maggiore intensità, al naso come in bocca, dove è secco, assai rispondente all'impianto olfattivo, intenso e appagante nella sua lunga durata. Promette di migliorare ancora. Con il tempo.

Mi è piaciuta la leggiadria di entrambi. Ovvero, entrambi sono vini di grande struttura ma non ci sono forzature e - soprattutto - questo è un pallino fisso, possono ben figurare a tavola. L'abbinamento: il discorso che più mi sta a cuore quando si parla di amarone e quello che più mi fa pensare, a volte, che sia un vino spesse volte sopravvalutato.

domenica 7 novembre 2010

Doppia verticale dell'Amarone di Bertani a Milano

In due giorni, due verticali dello stesso Amarone della Valpolicella: quello della storica azienda Bertani.

Il primo appuntamento è per martedì 9 novembre presso la sede ONAV di Milano (via Termopili nr. 12): la delegazione meneghina organizza la verticale delle annate 1983, 1986, 1988, 1990, 1997, 1999 e 2000.
Contributo di partecipazione: € 50 (per i soci) - € 60 (per i non soci).

L'Amarone di Bertani (foto tratta da www.indianwineacademy.com)
L'altro evento, invece, si terrà il giorno successivo (mercoledì 10 novembre) presso l'Osteria dell'Enoteca Ricerca Vini (Milano, via Vincenzo Monti nr. 33). Qui si terrà, infatti, una cena-degustazione con annate storiche (1964, 1972, 1981, 1994 e 2003) dell'azienda Bertani in abbinamento a piatti regionali (leggi il menù). Costo € 130.

martedì 25 maggio 2010

L'Amarone della Valpolicella verso la DOCG a Milano

Un altro imperdibile appuntamento per concludere il mese.

Domani 26 maggio, con inizio alle ore 16, si terrà nelle sale dell'Hotel Westin Palace di Milano (piazza della Repubblica, 20) il banco d'assaggio sull'Amarone della Valpolicella.


L'evento, organizzato dalla delegazione AIS di Milano in collaborazione con il Consorzio Tutela Vini della Valpolicella, prevede la degustazione in anteprima di ben 30 etichette di Amarone dell’annata 2006. Oltre al celebre vino, che ha finalmente completato l’iter per l’ottenimento della DOCG, le aziende offriranno anche il meglio della loro produzione.

Leggi qui l'elenco dei produttori partecipanti

Ingresso gratuito per i soci Ais Lombardia

Informazioni e prenotazioni
tel. 02/62086249 (dalle 10 alle 14)




[foto tratta da http://www.aismilano.it/]

lunedì 8 giugno 2009

L'Amarone che vien dalla Valpolicella


Un'altra degustazione esclusiva organizzata da GoWine per scoprire stile e terroir di un grande vino italiano: l'Amarone della Valpolicella.
Dove?! Hotel Westin Palace di Milano. Quando?! L'11 giugno.
Questo il programma della manifestazione:
ore 16.00/18.00: Anteprima - riservata esclusivamente agli operatori
ore 18.00: conferenza stampa di presentazione cu interverranno il Presidente del Consorzio Luca Sartori e l'agronomo Nicola Bottura.
ore 19.00: apertura del banco d’assaggio ore 22.00: chiusura
Queste le aziende presenti:
ACCORDINI IGINO, ALBA, Cantine ALDEGHERI, ANTOLINI PIERPAOLO E STEFANO, ARDUINI LUCIANO, BEGALI LORENZO, BETTILI CRISTIANA, BOSCAINI CARLO, Cantine BOLLA, BUGLIONI, Cantina Soc. VALPANTENA, Cantina VALPOLICELLA NEGRAR, CASTELLANI MICHELE & FIGLI, Cantine GERARDO CESARI, CORTE S. BENEDETTO, F.LLI DEGANI, EUROVINI, Cantina F.LLI FARINA, GNIREGA, LATIUM, LE RUINE, LE TOBELE, LE SALETTE, MANARA, NICOLIS ANGELO & Figli, RIGHETTI, ROCCOLO GRASSI, SAN CASSIANO, SANTA SOFIA, Cantine SANTI - G.I.V., Casa Vinicola SARTORI, TENUTE GALTAROSSA, TENUTA SANT'ANTONIO, TERRE DI LEONE, Casa Vitivinicola TINAZZI, TRABUCCHI, VENTURINI MASSIMINO & Figli, VILLA CRINE, ZENATO.
In abbinamento, il formaggio Monte Veronese DOP.
Il costo della degustazione è di € 12,00 (€ 8,00 Soci Go Wine - € 10,00 Soci Ais, Fisar, Onav)Ingresso gratuito per coloro che decideranno di associarsi a Go Wine direttamente al banco d’assaggio della serata. Informazioni e prenotazioni:
tel. 0173/364631
fax 0173/361147